 Riforma Amato della previdenza sociale
La riforma Amato è la prima ad apportare modifiche importanti al sistema pensionistico italiano. Il D.Lgsl. 30-12-1992 n.503 (Riforma Amato) introduce nel sistema previdenziale alcuni strumenti di stabilizzazione del rapporto tra spesa previdenziale e prodotto interno lordo (PIL). Inoltre, per la prima volta in Italia viene introdotto un sistema parallelo di previdenza complementare e integrativa. I trattamenti pensionistici complementari (cd "pensioni private") sono costituiti su base volontaria e possono avere una natura individuale o collettiva. Questi due interventi sono considerati come una vera e propria rivoluzione del sistema pensionistico. La riforma Amato apporta anche un riordino sull'età pensionabile e sulla contribuzione minima. Salvo eccezioni particolari, l'età pensionabile è innalzata da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 per gli uomini. La contribuzione minima per la pensione di vecchiaia viene portata da 15 a 20 anni di contributi. Entrambi le modifiche sono introdotte progressivamente a partire dal 1993 fino al 2000. Oltre a questi elementi la riforma Amato modifica alcuni aspetti e fattispecie particolari. Tra questi ricordiamo l'indicizzazione annuale all'inflazione e l'integrazione al trattamento minimo tenendo conto anche del reddito del coniuge.
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