Pericolo mutui e conti correnti troppo cari Il governatore di Bank Italia lancia un cauto allarme sull'indebitamento delle famiglie per il mutuo casa. Nel settore bancario pesano ancora i costi elevati dei conti correnti bancari e dell'accesso ai prestiti per famiglie e lavoratori. Il rincaro dei tassi e la situazione d'incertezza nei mercati finanziari internazionali rischiano di aggravare il peso delle rate del mutuo per molte famiglie italiane. Circa 3/4 dei mutui casa sono stati contratti a tasso variabile, ossia legati all'andamento dei tassi d'interesse di mercato. Il rialzo dei tassi interbancari si rifletterà in un aumento del costo dei prestiti a tasso variabile e della relativa rata sul medio lungo termine. Gli oneri per le famiglie potrebbero diventare significativi. A sostenerlo è stato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso del suo intervento nell'83esima Giornata mondiale del risparmio organizzata dall'Associazione delle Casse di Risparmio. Le famiglie meno abbienti sono le più esposte al rischio mutuo. Un rincaro permanente della rata del mutuo può scontrarsi con la rigidità dei redditi da lavoro e aggravare l'inflazione sui prezzi che si sta registrando negli ultimi anni sui generi alimentari. Non va meglio sui conti correnti, ancora troppo cari in Italia. Secondo le stime presentate da Draghi il costo di un conto corrente nel nostro Paese oscilla intorno ai 130 euro. I conti correnti con poche transazioni possono arrivare a 70 euro di gestione l'anno. Già lo scorso anno alcune indagini avevano messo in evidenza la disparità del costo di gestione di un conto corrente in Europa. Oggi la situazione non sembra essere migliorata.
31 / 10 / 2007
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