In Italia prezzi dell'ortofrutta alle stelle
L'Autorità per la Concorrenza tira le somme sul caro verdura in Italia riscontrando rincari fino al 300% dal produttore al consumatore. Un fenomeno particolarmente cresciuto nel corso degli ultimi dieci anni nel nostro paese. A determinare il forte rincaro dei prezzi dell'ortofrutta l'elevato numero di intermediari. Il prezzo di vendita al consumatore cresce in forma esponenziale in base al numero degli intermediari, arrivando a triplicare già dal secondo intermediario e mediamente fra il campo e il banco si interpongono quattro intermediari. Secondo l'Antitrust un altro punto critico dell'intera filiera agroalimentare italiana è l'eccessiva frammentazione dei punti vendita. L'Authority suggerisce quindi di rivedere fin dalla base l'intera struttura della produzione e della distribuzione ortofrutticola italiana, potenziando la grande distribuzione, che già oggi copre il 70% del settore alimentare, e i mercati rionali per avvicinare il produttore al consumatore. In base all'indagine svolta dall'Authority il prezzo dell'ortofrutta lievita soprattutto nei mini-mercati e nei negozi situati in prossimità delle abitazioni. Ad esempio, il prezzo di un chilo di zucchine nei mercati rionali è in media di 2.13 euro, il prezzo cresce a 2.18 nei supermercati e a 2.57 euro nelle botteghe.
Le proposte degli agricoltori. Per risolvere il problema Coldiretti suggerisce invece la nascita di "farmer market" in cui gli agricoltori e le aziende agricole possano vendere direttamente ai consumatori. Dello stesso avviso anche la Confederazione degli Agricoltori, propensa a rafforzare forme di vendita diretta più che operare un potenziamento della grande distribuzione. Tra i suggerimenti desta interesse la proposta di esibire sul cartellino anche il prezzo d'origine oltre che di dettaglio.
16 giugno 2007