Governo ammette 37 morti per l'uranio impoverito Dopo sette anni di polemiche e di allarmi per le vittime dell'uranio impoverito arriva una importante conferma dalla Difesa. Il governo italiano riconosce la morte di 37 soldati e 255 malati di tumore tra tutti quelli partiti in missione all'estero, a causa dell'uranio impoverito utilizzato nelle armi. Si tratta di numeri provvisori che tuttavia confermano il nesso di causalità 'politico' tra le morti per tumore e il servizio nelle missioni militari. I dati sono stati comunque contestati dalle associazioni di rappresentanza dei militari, che stimano il fenomeno più grande rispetto a quanto dichiarato dal governo. L'Osservatorio Militare ribadisce numeri più elevati: 164 morti e 2.500 malati. I dati presi come riferimento dal Ministero della Difesa analizzano il periodo 1996-2006, escludendo pertanto i contingenti militari partiti nella missione italiana in Somalia del 1993 e quelli utilizzati nella fase iniziale della campagna per la Bonia del 1994-1995. Il ministro Parisi ha previsto lo stanziamento di 170 milioni di euro da destinare come risarcimento alle famiglie delle vittime. Il fondo è stato istituito con il decreto del 28 settembre. Malgrado l'ammissione del fenomeno e lo stanziamento del fondo, secondo il governo continua in ogni caso a mancare una chiara evidenza scientifica tra il servizio nelle missioni all'estero e le patologie tumorali dei soldati.
10 ottobre 2007
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