Difficoltà a fare la spesa per il 5,8% delle famiglie

Le famiglie italiane hanno problemi ad acquistare beni primari e alimenti. Il dato emerge dal dossier Il contributo italiano al diritto all'alimentazione a tutela delle fasce più deboli della popolazione", redatto dall'
Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) e presentato oggi alla stampa in occasione della prossima Giornata Mondiale dell'Alimentazione del 16 ottobre. In base al dossier
il 5,8% delle famiglie ha difficoltà ad acquistare il cibo e la spesa alimentare occupa fino al 42% del reddito nelle famiglie meno abbienti e a basso reddito, dei pensionati e degli anziani. La media nazionale è del 24%. Tra le cause del problema la crescita dei prezzi e la precarietà delle entrate. In termini numerici sono 1.358.000 i nuclei familiari a rischio alimentazione, situate perlopiu nel Sud Italia (7,5%) e nelle Isole (7,2%). Va meglio al Nord e al Centro con dati stimati intorno al 4,9-5,2% dei nuclei familiari. Nonostante la disponibilità alimentare, il nostro paese non è quindi esente da disagi nutrizionali. Secondo l'Inran nel 2005 le famiglie hanno speso
456,12 euro al mese per l'acquisto di generi alimentari e bevande, di cui 104 euro per la carne, in gran parte carne bovina e salumi, 80 euro al mese sono invece dedicati per l'acquisto di frutta e ortaggi, 78 euro per pane e cereali, 63 euro per latte, formaggio e uova, 43 euro per le bevande, 40 euro per il pesce.
09 ottobre 2007
Emx
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