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 Deficit/Pil italiano al 9,3%nel primo trimestre 2009
Nel primo trimestre del 2009 il deficit/Pil si attesta al 9,3% (dato Istat). E' il valore più alto negli ultimi dieci anni. Il rapporto deficit/Pil è il principale indicatore economico dello stato di salute dell'economia, evidenziando il deficit della spesa pubblica in rapporto alla produzione di ricchezza del Paese. Il rialzo del deficit/Pil rilevato dall'Istat è determinato da due fenomeni economici:
- da un lato, la crisi economica riduce la produzione di ricchezza del Paese (PIL) e quindi anche le entrate fiscali dello Stato (-3,8%)
- dall'altro, la spesa della pubblica amministrazione continua a crescere (circa 34 miliardi di euro ogni anno pari ad un tasso di crescita del +4,6%)
Tagli alla spesa pubblica in vista? Da un punto di vista puramente razionale, questo quadro induce a pensare alla necessità di un taglio alla spesa pubblica. Ci si domanda, tuttavia, quali siano effettivamente le spese della pubblica amministrazione da tagliare. Spesso queste fotografie negative dell'economia autorizzano i policy maker a tagli d'urgenza nel settore scuola, sanità, polizia e pensioni. Talvolta eccedendo in enfasi contro alcuni settori della pubblica amministrazione (come la scuola). Queste quattro voci della spesa pubblica hanno però una forte utilità diretta per i cittadini. Senza volersi spingere nei "costi della politica", per non cadere nella trappola del populismo, ci limitiamo però a far notare come si parli sempre molto poco dei cosiddetti "enti inutili", degli "enti fantasma" e in generale del costo della burocrazia italiana. Sarebbe utile avere uno specchietto chiaro e comprensibile di come lo Stato spenda i soldi pubblici dei contribuenti. Anche solo per capire meglio cosa è effettivamente giusto tagliare e cosa no.
03 / 07 / 2009
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