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 Prezzi degli immobili nel 2010
Confedilizia ha presentato la quinta edizione del Borsino immobiliare con i risultati di un anno di quotazione immobiliari. Il borsino immobiliare di Confedilizia rileva con cadenza semestrale i valori delle compravendite degli immobili ad uso abitativo. Sono rilevati i valori massimi di vendita degli immobili nuovi o ristrutturati. Le informazioni vengono raccolte attraverso le rilevazioni di duecento sedi territoriali. Secondo le previsioni del Borsino immobiliare di Confedilizia, le quotazioni delle case potrebbero tornare a crescere nella seconda metà del 2010 con la possibile ripresa dell'inflazione (fonte: Confedilizia - presentazione quinta edizione Borsino immobiliare del 23/1/2010). Il rialzo dei prezzi potrebbe avere luogo dapprima nelle grandi città e successivamente anche nei centri minori. Fino ad allora il mercato immobiliare dovrebbe mantenere una sostanziale stabilità sia dal punto delle transazioni sia dal punto di vista dei prezzi. In base ad un articolo pubblicato sul giornale IlSole24Ore sarebbe previsto in media un aumento del 5% sulle quotazioni immobiliari. Un po' più alto, tra l'8 e il 15%, per gli immobili di pregio (fonte ilSole24ore del 24/1/2010 - pag. 13). Il rialzo delle quotazioni andrebbe a compensare i ribassi registrati negli ultimi due anni. I prezzi immobiliari hanno accusato nel 2009 un brusco calo del -5% / -15% a seconda delle aree geografiche e delle zone interessate. Le compravendite immobiliari nel 2009 sono calate del 13% rispetto al 2008. Per ogni ulteriore informazione o spiegazione sulle metodologie di calcolo rimandiamo direttamente alle fonti citate nella presente pagina. E' opportuno comunque sottolineare che la previsione al rialzo è fortemente legata all'andamento futuro dell'inflazione, del mercato del lavoro e del credito nei prossimi mesi. Pertanto, come ogni previsione fa leva su ipotesi che possono verificarsi in futuro oppure meno. Il rialzo dei prezzi potrebbe quindi avere luogo soltanto in caso di effettivo aumento dell'inflazione e in assenza di strette sul credito (o di eccessiva crescita della disoccupazione - vedi per un approfondimento la Curva di Phillips).
Il nostro commento
Indipendentemente dalla previsione, resta tuttavia da chiedersi se l'acquisto di una casa sarà in futuro una scelta per tutti o soltanto per pochi. Ci risulta sempre più difficile credere che una coppia con reddito da lavoro pari a 1200-1500 euro al mese, possa permettersi di acquistare anche solo 60 metri quadri in cui vivere in città come Roma o Milano, senza accendere mutui a 30 o 40 anni. Con il mondo del lavoro sempre più precario e flessibile è difficile pensare che una coppia possa riuscire nell'impresa. Si tratta, ovviamente, solo di un dubbio. Lungi da noi poter fare previsioni sul futuro. Quel che è certo, a nostro avviso, è l'attuale scarsa capacità di acquisto del reddito da lavoro dinnanzi ad una ipotetica e ulteriore crescita dei prezzi della casa. Il nostro commento prende spunto anche da molte osservazioni scritte dai lettori su questa pagina. Abbiamo provato a sintetizzarle in modo civile e pacato. In molti si domandano, tra i nostri lettori, se concedere finanziamenti per così grandi importi possa generare un futuro rischio di insolvibilità, ad esempio a causa della perdita del posto di lavoro o di qualsiasi altro imprevisto della vita. In fin dei conti, quarant'anni sono tanti. Ai posteri l'ardua sentenza.
03 / 02 / 2010
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