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 Ancora pochi discount in Italia
In Italia il ritardo nelle liberalizzazioni incide direttamente sui prezzi al consumo dei generi alimentari. Tra le cause del fenomeno abbiamo spesso ricordato il problema della filiera lunga, della carenza strutturale e dei troppi passaggi di mano. Un recente studio dell'Osservatorio sulle Liberalizzazioni (Rapporto Cermes Bocconi Federdistribuzione 2008) fa il punto e stima il costo delle mancate liberalizzazioni nel settore agroalimentare a circa 5,6 miliardi di euro, pari al 5,07% dei consumi commercializzabili alimentari, allo 0,31% dei consumi finali e allo 0,37% del PIL. In Italia tarda ad affermarsi la distribuzione moderna già presente in altri paesi europei come Francia, Germania e Inghilterra. Il numero degli ipermercati ogni mille abitanti in Italia è ancora troppo basso. Rispetto agli altri mercati europei la catena dei discount è ancora contenuta, quasi assente l'opportunità di acquisto dalle marche commerciali (cioè le marche dei distributori). A questi fattori si aggiunge un clima sociale poco propenso alle innovazioni di processo, difficoltà logistiche di trasporto e una generale rigidità del mondo del lavoro e dell'energia. In base al Rapporto 2008 di Federdistribuzione un passo avanti verso la liberalizzazione del settore alimentare consentirebbe un risparmio di circa 5,6 miliardi di euro e un incremento del PIL pari a 0,37%.
06 / 10 / 2008
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